111.
A
partire dall'anno 2001 i minori introiti conseguiti dai Comuni per
effetto dei minori imponibili derivanti dall'autodeterminazione
provvisoria delle rendite catastali dei fabbricati di categoria D,
eseguiti dai contribuenti, sono compensati con corrispondente
aumento dei trasferimenti statali se di importo superiore a tre
milioni (di vecchie lire) e allo 0,5% della spesa corrente per
ciascun anno.
La
ditta X, aveva provveduto nel 1997 ad una prima autodeterminazione
della rendita catastale dei propri immobili, su cui l'ICI veniva
corrisposta in base al valore contabile. Sul ridimensionamento del
valore imponibile, e quindi minor gettito ICI, il Comune ha a suo
tempo richiesta, ed ottenuta, la compensazione da parte dello Stato.
La stessa ditta X con un altra variazione del 2002, divenuta
definitiva nel 203, ha ulteriormente ridotto la rendita catastale,
variazione che ha comportato un altra riduzione di circa €. 350.000
per l'anno 2003, importo ben superiore ai 3 milioni (di lire), ma
anche allo 0,5% della spesa corrente prevista per l'anno 2003. Si
chiede se questo Ente poteva richiedere anche in questo caso il
corrispondente aumento dei trasferimenti statali pur non trattandosi
di "attribuzione" ma bensì di "variazione" di rendita di fabbricati
di cat. D. ? Ed è corretto percepire da parte del
Comune i trasferimenti erariali ogni anno? " |
L’articolo 64 della legge finanziaria 2001 così dispone:
Articolo 64
(Determinazione delle rendite catastali e trasferimenti erariali ai
comuni)
1. A
decorrere dall'anno 2001 i minori introiti relativi all'ICI
conseguiti dai comuni per effetto dei minori imponibili derivanti
dalla autodeterminazione provvisoria delle rendite catastali dei
fabbricati di categoria D, eseguita dai contribuenti secondo quanto
previsto dal decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n.
701, sono compensati con corrispondente aumento dei trasferimenti
statali se di importo superiore a lire 3 milioni e allo 0,5 per
cento della spesa corrente prevista per ciascun anno.
Ora, stando a quanto letteralmente descritto il contributo compete,
sempre che tale variazione sia stata effettuata dal contribuente
mediante procedimento DOCFA. Infatti, la rendita attribuita con tale
procedimento, per costante e consolidata giurisprudenza ha valore di
rendita presunta, ossia ha proprio valore di autodeterminazione
provvisoria, così come previsto dal comma citato. La ragione sta nel
fatto che nel 1994 lo Stato ha ridotto i trasferimenti dei comuni in
ragione del gettito 1993 per tali fabbricati. Ora, se teoricamente
nel 1993 il fabbricato ha determinato il pagamento di 100, poi si è
ridotto a 90 per r.c. attribuita mediante DOCFA e ora si è ridotto
ad 80 non vedo perché il contributo non competa anche per tale
riduzione. L'unico rammarico è che per il contributo non richiesto
nelle annualità precedenti questo va perso, così come previsto dal
comma 712 della LF 07. Per il 2006 si potrà rimediare ripresentando
domanda di contributo entro il 30 giugno, ricalcolando la perdita in
base alla differenza fra l'ultimo valore contabile e l'ultima r.c.
capitalizzata, moltiplicata per l'aliquota 2006. |